Chi sono

Utente: sephiroth777
Sono una candela spenta che nessuno può accendere.....una foglia al vento nella sera....uno come altri ma non certo qualcuno....di essere qualcuno me ne guardo bene e non vi auguro di esserlo......siate voi stessi la vostra guida,perchè non c'è strada nella vita

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giovedì, 09 luglio 2009

serpentina d'aquilone

non guardare,non girarti,vai,vai avanti,la punteggiatura non conta
idiota lascia stare i convenevoli
i morti son morti
l'importante che si liberino i posti a
sedere
distante stai tranquillo che è
distante ti rimane solo da sederti
e ridere le
bibite le porteranno gli
altri
non guardare non voltarti via via passa avanti
non conta il
cuore il cuore
non conta battiti
di tacchi e qualche rima
sciolta
endecasillabe
monosillabo
labbra per tappar ali
veloci come
razzi inseguiamo i
cani se solo
i radar potessero
individuarci
ci scioglieremmo come
gocce di rugiada
all'indomani dei
party
ecco questa è la mia vita
malata
non voltarti
non guardare non fermarti sei andato oltre
lo schermo
non puoi più girarti
non puoi più guardarti
non puoi più sedarti
postato da: ashurado alle ore 17:25 | link | commenti
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sabato, 27 giugno 2009

ruvidatipica

masturbo con
la lingua
una lametta
per le vene
non c'è
fretta
tutto scorre
in porporati
rivoli si
stagna qualche
nota inchiodata
a spartani
spartiti
quasi vagiti
d'inferno
sorridono
mi chiedo che
senso abbia
esser blasfemo
in un vuoto cielo
forse le mie
parole son
tanfo e dolore
forse è solo
il mio malato
cuore ora
che il cancro
s'è vestito
d'arcobaleno
nel riflesso mi
celo piangendo
con la pioggia
sorridendo
con la neve
adesso che
ho sputato
tuto il veleno
non mi
rimane che
mangiar una
mela ed
ingollare ogni
pezzo
l'ultimo respiro
sarà il disprezzo
di tutta quella
nobiltà borghese
che pur di
non sporcarsi
il piede usa
per andare a
cagare il
calesse
postato da: ashurado alle ore 09:53 | link | commenti
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mercoledì, 24 giugno 2009

sento il
vuoto immenso
dilaniarmi
col senso
del peccato
quasi bacco e
stralunato
m'attacco al
cancello
e grido piano
non scaccerò
l'inverno
ma mi riscalderò
di vanità
ormai è tardi
o troppo presto
i morti
dietro al
convento son
nell'aldilà
rimarrò a
dormire con
l'amaro in
bocca mentre
i colombi
faranno piano
all'amore
per non
destar degli
altri l'ombra
di pietà

postato da: ashurado alle ore 17:47 | link | commenti
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sabato, 09 maggio 2009

mi ritrovo

a scrivere

senza esser

capito sorrido

io sono un vinto

una malia

d'esistenza a

me non importa

l'apparenza gli

errori o gli orrori

che mieto sul mio

vuoto campo

raccolgo foglie

per incanto mentre

mi sfiora un gabbiano

e tutto s'è perso

non importa il

mio pensiero non

ha forma il desiderio

l'ho stipato in

una spelonca di

vetro sorrido

di rado mi guardo

indietro solo

per accorgermi

quanto mi sia

allontanato dalla

fonte e quanto gli

squali siano alla

mia ombra ma

anche questo

non importa

mi basta condividere

il mio sangue

con le vele sì

che io possa gonfiarmi

e perdermi come

coriandoli o piume

calpestate dai

vostri passi

postato da: ashurado alle ore 09:49 | link | commenti (1)
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venerdì, 27 marzo 2009

Il re topo

ho passato tutta la notte al cesso,le braghe posate sul pavimento,le mutande celate,ho passato tutta la notte a pregare,disperatamente informe,sgranando la speranza in ogni sua sostanza,sperando in una risposta,ma solo rumori di scarico. ora che mi guardo allo specchio,mi duole il culo,le gambe addormentate a fatica mi tengono in piedi,nella disperazione mi viene quasi di insultare,di bestemmiare,mi chiedo perchè non c'è qui dentro una croce,eppure ci sono tanti chiodi. le occhiaie ai bordi dei miei occhi,sembrano balconi,non s'affacciano più le lacrime,come vampiri,si nascondono dalla luce del sole e come un pozzo prosciugato,tiro su con il naso,sperando di sputare quel morbo che m'anela l'anima come una iena,ma solo catrame e sangue. mentre guardo le poche onde,che s'impattano nella vasca,sputo un mosaico di cerchi concentrici,che toccano il fondo svanendo,come le mille preghiere che speravo fossero miele ed invece son fiele mero. ancora mi chiedo,che senso abbia tutto questo,conscio di avere le risposte,nascoste sotto la pelle,dietro ai buchi dove m'iniettavo solitudine da 20,00 euro,ma niente,gli stolti vivono nel passato,i saggi nel presente,i criminali a ridosso al futuro........poche note di colonia,macchiano il lavandino,sembrano colluttorio,forse i becchini usano il colluttorio per togliersi di dosso l'odore della morte,a me non resta che scavare in quelle ferite di cui non conosco il nome,eppure mi porto addosso,sperando di non finire in croce come il re topo. è ora di andare ho lasciato troppo tempo scorrere dal rubinetto,se fosse sangue sarei morto da un pezzo ed invece è consumismo che non regola la ragione e come tanti altri mi tiene senza potere per ristagnarmi nel dolore........"Sorridete stronzi vi lascio un bicchiere,non andate a chiedere agli altri...............Non è vita se non la vivi,non è morte se non l'accetti"
 



volano le

foglie fino

a planare su

d'un mare d'erba

verde come il

corallo sott'acqua

lapilli distratti

avvolgono

l'aria sembra

una danza

ancora un sogno

un indissolubile

sfogo ad occhi

chiusi come

quando mi

baciavi al buio

delle stelle al

suono di candele

allegre che di

gioia piangevano

a volte come se le

ossa si polverizzassero

rimango sul

posacenere dei

posamano a

pensare a quanto

affondavo

mentre ti amavo

ma è solo la

cenere a colorare

il vento ed il

cielo nel suo

riflesso si illumina di

quel vuoto che

senza te è destino

e mai deserto

postato da: ashurado alle ore 09:54 | link | commenti (1)
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venerdì, 13 marzo 2009

invisibile

i tuoi occhi

son ginepro

e sandalo

oltre la

tempesta

la voglia

accesa

d'ogni carezza

fino a

denudarci

a divenir

ciò che di noi

resta

anime sfiorate

dalle tragedie

diventano

polline di

farfalle

ed inumane

preghiere

tra sospiri di

sguardi e respiri

diventiamo rose di

roveti estinti e fino

alle radici

facciamo

l'amore

pungendoci

di mirabili capricci

finchè il

polline

non c'asperga finchè

la notte con le

sue stelle

non ci colga

rimaniamo

insieme come

igni artifici di sogni

e ragnatele di

ricordi non vorrei

finire mai di far

l'amore se sei tu

a denudarmi le

ferite dal

cuore e dalle

spine

postato da: ashurado alle ore 10:03 | link | commenti
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giovedì, 29 gennaio 2009

l'oppio dei

popoli è

la deriva

frastagliata

d'ostia

una luna

sbranata che

nessun poscia

quest'inverno è

il mio sogno

acceso la

cenere che getto

non appena mi

spengo ho

voglia di

vedere oltre

le ombre le

mie ali inquiete

lapilli di strade

fino a perdersi

verso quella

ragione

che si cela sotto

il velo

della pelle se

solo sapessi

capirti cercherei

di prenderti ma

sono solo

un corpo

posseduto a volte

dal fuoco della

passione altre

volte dal

gelo del

dolore quel che

raccolgo son

soltanto sputi di

lacrime sul

marciapiede

se non fosse

così freddo

mi vestirei di

neve fino a

diramarmi come

tempesta su ogni

croce su ogni

amore che mi

ha lasciato silente

spogliandomi

dalla mia voce

rendendomi invisibile

alla gente

spero che la

mia lapide sia una

stella cadente

sì che io possa

all'infinito consumarmi

ed esaudir un

silente sogno

d'un cuore

penitente

postato da: ashurado alle ore 09:33 | link | commenti
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martedì, 21 ottobre 2008

a volte
mi trovo
a riflettere
alla tristezza
del mondo al
mio malessere
a quanto
l'apocalisse
dovesse
fagocitare
tutte le maschere
dell'ipocrisia ed
i suoi compromessi
ma è solo un
sogno un
lento sperare
di non vedere
con i miei
occhi la fine
del mondo
è solo un
sogno mi ripeto
assente
assetato del
mio bisogno da
perdente di
poter sognare
ancora oltre
tutte le cicatrici
che ho in
corpo e sembrano
un cappio intorno
al collo è solo
un sogno
speriamo che
si avveri

postato da: ashurado alle ore 16:24 | link | commenti (2)
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venerdì, 19 settembre 2008

un petalo per
ogni
taglio non
ci sono
più fiori
è svanito il
giardino
s'è seppellito
l'amore
stelle morenti
stelle
cadenti ardono
e danzano
sulle chiome
d'un cipresso
quasi
ossesso mi
verso monocromo
di quel
pallore sverno
d'un miracolo
assorto
ancora un fiore
dicesti
per favore
il mio cuore
logoro
non conteneva
abbastanza
stupore se
gli ultimi
raggi del
sole scaldassero
le mie spoglie
la giostra di
vermi s'agiterebbe
fino a
scavarmi la
fossa
postato da: ashurado alle ore 18:09 | link | commenti
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sabato, 13 settembre 2008

forse la sete
forse la
fame prese
il vino divise
il pane disse
prendete
questo è il
corpo di un
morto di fame
giocate pure
col sangue ed
il peccato
ormai tutto è
stato creato
solo gli ulivi
mi abbracceranno
esanimi in
quell'incertezza
che muta
l'aurora in bruma
che fa dei
chiodi legacci
scomodi
ad una croce di
ventura se
gli ultimi leveranno
gli occhi non
sarà il sole
non sarà l'amore
ma soltanto
la luce del
Signore a salvarli
oltre il dolore
ecco perchè infrango
l'ultima puttana
scalza solo
per dolermi di
quel cuore
rallegrato milagro
che a lei
offro come
mio ultimo miracolo
il più atteso e
se tornerò
avrò le mani
nuove e se
tornerò scaccerò
il padrone così
che la libertà
non sia una
parola vuota
così che il dolore
lascerà inerme
la vostra bocca
mentre scenderò
dalla croce gioite
per me oggi
morirà
un uomo e
comincerete a
segnarvi per la
vergogna con il
cenno d'una
croce

postato da: ashurado alle ore 08:35 | link | commenti
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