stridono i
sussurri
spaccando i
denti sangunando
labbra
stridono le
lacrime di
sabbia sul
tuo petto
di tenebre ed
organza
non c'è rispetto
solo il dolo
che avanza
e danza stretto
tra il laudano
ed il cipresso
come il
vento che
spazza stridono
i miei occhi
ciechi di
quei colori accesi
nel buio
d'inverno
accarezzo tutte
le ferite
rattrappite con
lame di fango
strido ed è il
cuore soltanto
quando spinge
la forma
oltre i buchi
dell'anima strido
e perdo sembiante
e forma nel
tuo sguardo
come se tutto
il resto fosse
lutto e gaudio
per il mio
abbandono
per il mio solitario
esser solo
fra le foglie
del sandalo ed
il mio pianto
esangue allo
sfacelo
imperante del
mio non
esser vago
e costante