ancora
le linee
avverse
della mia
anima
scavano a
fondo fino
a contorcermi
come lacrime
nella tormenta
ancora più a
fondo i
salici morenti
del mio giorno
oscurano le
stelle e vago
logoro sulle
foglie dei
cipressi
sgranando
un rosario di
lacrime e
complessi
senza reato
in questo
reame
scosceso e
profondo mi
vesto di
colori cangianti
per illuder
la vita per
tirare avanti
e poi seppellire
ogni confronto
all'appetito
così che
la morte si leghi
al dito ogni
mio sorriso
ed al momento
più propizio
mi ricordi
che il mio
esistere è
solo un
fottuto vizio