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Utente: sephiroth777
Sono una candela spenta che nessuno può accendere.....una foglia al vento nella sera....uno come altri ma non certo qualcuno....di essere qualcuno me ne guardo bene e non vi auguro di esserlo......siate voi stessi la vostra guida,perchè non c'è strada nella vita

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martedì, 21 ottobre 2008

a volte
mi trovo
a riflettere
alla tristezza
del mondo al
mio malessere
a quanto
l'apocalisse
dovesse
fagocitare
tutte le maschere
dell'ipocrisia ed
i suoi compromessi
ma è solo un
sogno un
lento sperare
di non vedere
con i miei
occhi la fine
del mondo
è solo un
sogno mi ripeto
assente
assetato del
mio bisogno da
perdente di
poter sognare
ancora oltre
tutte le cicatrici
che ho in
corpo e sembrano
un cappio intorno
al collo è solo
un sogno
speriamo che
si avveri

postato da: ashurado alle ore 16:24 | link | commenti (2)
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Commenti
#1    19 Novembre 2008 - 23:50
 
Interpretare gli scritti degli altri per i miei è sbagliato anche se condiviso che è vero che il proprio del umano è di racontarsi storie. legende, tradizioni, romanzi, filmi, serie televisivi, canzoni, tutto quello che ci aiuta a mettere in forma il reale a darli una forma narrativa e dunque comprensibile. Per me,qualunque cosa che voglio dire nel momento seguente mi apparre in modo diverse, contraditorio.Ma l'unico modo di comunicare qui, è di utilizzare le parole e per non lasciare un bucco, devo accontentarmi scrivendo cosi.non ho per il momento un altra alternativa, non c'è l'ho. Cerco di capire, di trovare il comportamente giusto per non sbagliarmi.Ma la mia costatazione è che niente è facile. Anche se dentro di me visualizzo un piccolo passo in avvanti.Tutto è talmente estremamente difficile tra l' entusiasmo e la disperazione continualmente...
Un abbraccio.
Fra

utente anonimo

#2    10 Giugno 2009 - 14:25
 
la speranza del nulla, la tensione all'apocalisse, la sfiducia verso maschere che vedi aggiorarsi nelle strade panormite ogni quodiano dì...
Maschere, maledette coltri d'ipocrisia che fortificano l'uomo rendendolo verme, vorrei togliere la maschera a tutti noi paladini di vergogne e di pugnali celati nell'ombra d'un bene apparente.
Maschere su volti di donna che mostravano amore e celavano il pragmatico ambire dei concreti. Ma noi no, Poeta amico mio, noi non possiamo celare il nostro volto. E se vogliamo vivere e non sopravvivere esistendo il nostro sconforto, dobbiamo provare a guardare i volti, a dimenticar le maschere che ci renderebbero chiusi nelle nostre maschere di paura e fragilità, a trovar quagli occhi, quello sguardo, quell'anima che c'è da qualche parte... e non mente.
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